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La nuova gioventù, uscito in prima edizione nel 1975, è stato l'ultimo libro pubblicato in vita da Pasolini, il segno della sua fedeltà alla poesia, in particolare a quella dialettale che ne aveva caratterizzato gli esordi. Il volume raccoglie infatti i due cicli delle poesie friulane, La meglio gioventù (del 1941-53) e La nuova forma de «La meglio gioventù» (del 1974), una riscrittura a venti-trent'anni di distanza del primo. Opera centrale, vissuta e rivissuta, propone un intero arco creativo, dalle primissime Poesie a Casarsa alle rievocazioni storiche de I Colús, per finire con Tetro entusiasmo, dedicato a problematiche di una contemporaneità non soltanto italiana (e in cui, non a caso, l'italiano si sostituisce progressivamente al friulano). Sui motivi e sul senso di questi testi Pasolini, già nel 1952, scriveva, parlando di sé in terza persona: «Egli si trovava in presenza di una lingua da cui era distinto: una lingua non sua, ma materna, non sua, ma parlata da coloro che egli amava con dolcezza e violenza, torbidamente e candidamente: il suo regresso da una lingua a un'altra - anteriore e infinitamente più pura - era un regresso lungo i gradi dell'essere. Ma era questo il suo unico modo di conoscenza».
Questa nuova edizione è completata da un saggio di Furio Brugnolo su metrica e poetica del Pasolini friulano, e dall'autopresentazione scritta dall'autore per la prima edizione.
Indice
La meglio gioventú (1941-53). Parte prima. I. Poesie a Casarsa (1941-43). II. Suite furlana (1944-49). Appendice (1950-53). La meglio gioventú. Parte seconda. El testament coràn (1947-52). Romancero (1953). Seconda forma de «La meglio gioventú» (1974). I. Poesie a Casarsa. II. Suite furlana. Tetro entusiasmo. (poesie italo-friulane, 1973-74). Nota (1974). Autopresentazione dell'autore. Il sogno di una forma di furio Brugnolo.
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