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Jack Kerouac è famoso in tutto il mondo grazie all'immagine di sé che ha elaborato nei suoi romanzi autobiografici. Eppure, solo nei suoi diari privati, nei quali dava voce alle ispirazioni fondamentali della sua vita e del suo pensiero, si rivela la sua anima più intima e profonda, la sua originalissima filosofia esistenziale.
Ovunque Jack vagasse nella sua esistenza nomade, di solito portava con sé un taccuino a spirale o un blocchetto da controllore del treno, nel caso gli venisse voglia di annotare un pensiero improvviso o di comporre un haiku.
In Un Mondo battuto dal vento è riunita e organizzata una selezione di tali diari relativi a un periodo rivelatosi cruciale per lo scrittore: dal 1947 al 1954. In queste pagine emerge un giovane funambolo della parola, che si accinge a diventare il principale creatore di miti letterari dell'America del dopoguerra attraverso i racconti romantici delle sue avventure terrene, ambizioso, impegnato nei ritocchi finali al suo primo romanzo, La città e la metropoli, e che sta intrecciando nuove e fondamentali amicizie con Allen Ginsberg, William Borroughs e Neal Cassidy. La cosa che probabilmente più affascinerà i suoi fan è che questi diari - un vero e proprio "ritratto dell'artista da giovane" - raccontano gli eventi destinati a essere immortalati nell'opera che lo ha trasformato in una leggenda, Sulla strada, dove Kerouac narra i suoi intensissimi vagabondaggi in giro per gli Stati Uniti e il Messico, mentre comincia a riflettere sull'idea di un romanzo jazz. Traboccanti di ingenuità giovanile e della lotta adolescenziale per dare un senso a un mondo malvagio, queste pagine rivelano un artista alla ricerca della sua voce autentica e che considerava la scrittura come il suo compito sulla terra. Un mondo battuto dal vento è il testamento di questa profonda convinzione.
Un volume fondamentale nell'ambito della letteratura Beat.
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