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Per la prima volta vengono riuniti i romanzi che Kerouac aveva scritto non come unità a se stanti, ma con l'intento di costruire una propria Recherche. Romanzi che quindi si richiamano l'un l'altro, trame fitte di echi e di riprese, il tutto in uno stile che volutamente cerca le cadenze sincopate del jazz (caratteristica che finora la critica aveva messo in evidenza soprattutto nella produzione poetica di Kerouac, in particolare nei Mexico City Blues). Il volume si apre con Sulla strada, nella classica e splendida traduzione di Marisa Caramella; seguono, in nuove traduzioni, I sotterranei, I vagabondi del Dharma, Big Sur e Angeli della desolazione.
In appendice sono infine raccolti esempi della saggistica e della narrativa breve di Kerouac, alcune lettere scelte, un'intervista particolarmente significativa nella quale lo scrittore espone in modo organico i fondamenti della sua poetica, e una decina di pagine in lingua originale del romanzo postumo Visions of Cody, per dare conto dell'estremo sperimentalismo del testo, ai limiti dell'intraducibilità.
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