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Per la grande quantità di dati, il libro può considerarsi una vera e propria enciclopedia dei partiti europei, che concerne tutti i 27 Paesi dell'Unione. Dall'origine, nel Parlamento inglese che decapitò Carlo I Stuart, sino ai primi eventi del 2008, leader, congressi e attività legislativa tracciano un panorama dell'evoluzione da comitati elettorali a strutture di insediamento sociale, dall'ascesa dei partiti di massa al loro parziale declino nell'età informatica. Una casistica imponente consente due precise interpretazioni: i partiti, come incontro tra élite intellettuali e comportamenti collettivi per l'ampliamento dei diritti civili e il miglioramento dei livelli di vita; il bipolarismo per consentire alternative tra conservazione e progresso e il suo declino, in vista di una ricollocazione determinata dal le tematiche ambientali e climatiche.
La vicenda editoriale di questo libro coincide con alcune tappe cruciali della recente storia europea. Edito la prima volta da Mondadori nel 1979, dopo la prima elezione del Parlamento europeo, fu completamente riscritto e pubblicato da Rizzoli nel 1990, appena dopo la caduta del muro di Berlino. Nel frattempo c’erano stati la Thatcher e la reaganomics che avevano spezzato l’egemonia dell’intervento pubblico in campo economico. Oggi, l’Europa si è allargata a 27 membri, comprendendo gli Stati ex comunisti dell’Est, ed è mutata la fisionomia della popolazione e dei partiti vecchi e nuovi.
Aggiornato dopo oltre un quarto di secolo, il libro può dunque considerarsi come una vera e propria enciclopedia dei partiti europei. Con la loro storia – da quando nel 1649 il Parlamento inglese si impose su Carlo I Stuart, innescando un lento movimento che cambierà lo scenario politico europeo fino alla nascita dei grandi partiti di massa – e le loro prospettive – legate alla disaffezione del corpo elettorale, alla deriva populista, ai vari nazionalismi, al tramonto delle grandi ideologie.
Galli offre non solo una ricostruzione minuziosa dell’evoluzione delle varie famiglie politiche nei rispettivi Paesi, ma anche una visione complessiva sulle sfide e il futuro che attendono i sistemi partitici del continente, restando fedele a due nodi concettuali: la funzionalità della democrazia rappresentativa, ancora indispensabile ma fragile, e le scelte che attendono il sistema bipolare di fronte ai problemi climatici e ambientali del nuovo millennio.
Giorgio Galli, politologo e saggista, ha insegnato per molti anni Storia delle dottrine politiche all’Università Statale di Milano. Ha condotto ricerche per la Fondazione Agnelli, l’Istituto Cattaneo del Mulino ed è stato consulente della Commissione stragi negli anni 1994-95. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo: I partiti politici italiani (1943-2004), Il prezzo della democrazia, L’Impero americano e la crisi della democrazia, e per BCDe, Piombo rosso (2004), Enrico Mattei: petrolio e complotto italiano (2005), Il decennio Moro-Berlinguer (2006), Storia del socialismo italiano (2007).
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