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L’Oceano Artico è sempre più conteso. Da alcuni anni assistiamo ad una progressiva militarizzazione della regione per il controllo delle immense risorse energetiche e minerali che si nascondono sotto i ghiacci. Ma non è tutto. Dal 1979 ad oggi, grazie ai satelliti, è stato rilevato il progressivo e inesorabile scioglimento dei ghiacci eterni, e la conseguente apertura di nuove rotte commerciali. Le ricchezze del sottosuolo e le nuove vie marittime hanno solleticato l’appetito delle nazioni prospicienti che stanno aumentando le loro rivendicazioni territoriali sull’Artico.
Il 2 agosto 2007 una spedizione russa (Arktika), col placet del Cremlino, ha tentato di dimostrare che la Dorsale Lomonosov, che si immerge nell’Artico, costituisce un prolungamento della piattaforma eurasiatica. Per questo Mosca ha presentato una formale richiesta alle Nazioni Unite in cui ha chiesto il riconoscimento di un’area pari a 460.000 miglia marine. Però anche la Nato e i suoi Paesi membri si stanno muovendo. Canada e Danimarca stanno mettendo in atto una vera e propria militarizzazione della regione, con il benestare degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica, per contenere e frenare l’avanzata russa nel Polo Nord.
Andrea Perrone è nato e vive a Roma dove lavora dal 2006 presso la redazione del quotidiano Rinascita come giornalista professionista, occupandosi in particolare di politica estera focalizzando i suoi interessi sull’Europa e la Federazione Russa. Ha collaborato in passato con la Fuoco Edizioni pubblicando l’introduzione al libro di Alessandro Lattanzio, Atomo Rosso. È laureato in Lettere presso l’Università La Sapienza di Roma e laureando in Scienze Giuridiche presso la stessa Università.
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