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Chi pensa che la Scuola di Mistica sia stata una specie di covo dei fanatici del fascismo deve ricredersi: era il sogno di una rivoluzione che premiasse i più arditi e i più ardenti nella loro fede politica. Un fascismo più ascetico ed elitario, quasi templare, antiborghese.
Dalla Prefazione di Marcello Veneziani
La Scuola di Mistica fascista nacque a Milano nel 1930 su iniziativa di Niccolò Giani (1909-1941) e con l’appoggio di Arnaldo Mussolini. Obiettivo: creare, educare e rendere operativa la futura classe dirigente che avrebbe condotto alla rinascita dell’Italia. Fino al 1940 fu una sorta di laboratorio di idee, poco connesso con la politica del fascismo; ma, in occasione del suo decennale, i mistici fascisti uscirono allo scoperto aggregando un grande numero di intellettuali e studiosi: Julius Evola, Vito Mussolini, Fernando Mezzasoma, Berto Ricci, Nino Tripodi, Ruggero Zangrandi, Guido Pallotta, Armando Carlini ed Enzo Paci.
Ripercorrendo la storia della Scuola e dello sviluppo del pensiero fascista, le sue radici filosofiche, il contributo di Giovanni Papini e Julius Evola e le conseguenze sul piano politico, emerge la vicenda personale del fondatore e poi direttore di Mistica, Niccolò Giani, tenente degli Alpini e medaglia d’oro al valor militare, che in nome dei suoi ideali cadde sul fronte greco-albanese il 14 marzo 1941.
L'autore
Tomas Carini, nato nel 1973, si è laureato in Filosofia a Torino ed è key account manager in una multinazionale del settore energetico. Ha pubblicato La «religione civile» della Scuola di Mistica fascista in Esoterismo e Fascismo. Storia, documenti, interpretazioni (2006) e ha curato il volume di Julius Evola La Scuola di Mistica fascista. Scritti su mistica, ascesi e libertà (1940-41) (2009).
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