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Un’opera provocatoria, a metà tra il sillabario divagante e la confessione personale, che esplora più di cento voci molto varie inerenti l’universo erotico femminile, così come lo vedono, e ne parlano gli uomini
A come "Atto sessuale", B come "Bocca", C come "Culo"… Scorrendo l’indice delle voci di questo audace dizionario-diario, che vanno dai prevedibili "Viagra", "Vibratore", a meno prevedibili spunti filosofici (vedi alla voce "Kant") o neologismi come "Fica Power", si potrebbe pensare a un’opera di machismo impunito, un trattato per lemmi che esalta la donna-oggetto, una lode alla femmina da letto. Ma questa guida alla libido femminile rigorosamente osservata dal maschio riserva più di una sorpresa, e la conclusione non è affatto scontata. Con uno stile crudo, che non si nega nulla ma non è mai volgare, spesso sarcastico, talvolta persino tenero, il Di(zion)ario è anche una provocatoria analisi del costume che, in qualche modo, ci mostra una delle tante prospettive con cui possono essere osservati, e vissuti, i rapporti uomo-donna.
Il mondo dell’eros visto con un occhio maschile, antifemminista ma non antifemminile.
Massimo Fini è nato nel 1944. Scrittore e giornalista, scrive per "Il Giorno", "La Nazione", "Il Resto del Carlino" e "Il Gazzettino".
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