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E se la storia degli Stati Uniti l’avesso scritta gli indiani, gli schiavi, i minatori, gli operai, gli immigrati, le donne? È quanto si è chiesto Howard Zinn affrontando questo libro e ripercorrendo i cinque secoli di vita del Nuovo Mondo. L’arrivo di Colombo sul continente visto attraverso gli occhi degli arawak, apre un emozionante racconto che rivela le condizioni dei nativi durante la conquista del West, le proteste contro gli obiettivi imperialistici della Guerra ispano-americana, le lotte per la fine della schiavitù, la nascita dei sindacati e i primi scioperi, le rivolte prodotte dalla vertiginosa crescita economica dell’Ottocento e dall’ascesa degli Stati Uniti al rango di superpotenza. Il viaggio prosegue nel Ventesimo secolo attraverso il suo carico di guerre e rivoluzioni, speranze e disinganni. Zinn descrive la resistenza popolare all’aggressiva politica estera del governo, le grandi battaglie per i diritti civili e l’emancipazione femminile, le conquiste e le delusioni del pacifismo, le vicende dei movimenti di contestazione fino alle soglie cupe del presente, con la guerra al terrorismo e il conflitto in Iraq. Corredata da un pratico glossario e accompagnata da testimonianze dirette di schiavi fuggitivi, attivisti politici e reduci di guerra, l’appassionante ricostruzione di Zinn scava nelle multiformi contraddizioni della democrazia americana.
“Due forze avanzano verso il futuro. Una indossa una splendida uniforme. È il passato «ufficiale», con tutto il suo carico di violenza, guerre, pregiudizi contro i diversi, concentrazione delle ricchezze del pianeta nelle mani di pochi e detenzione del potere politico da parte di bugiardi e assassini.
L’altra forza veste panni ordinari e poco appariscenti, ma ha il cuore ispirato: è il passato del ‘popolo’, con la sua storia di resistenza, disobbedienza civile contro la macchina militare, protesta contro il razzismo e per una società multiculturale, e crescente rabbia contro le guerre infinite.”
Howard Zinn
Howard Zinn (1922) è considerato uno dei più importanti storici statunitensi. Dopo un Ph.D. presso la Columbia University, ha insegnato allo Spelman College di Atlanta e alla Boston University, dove è divenuto un leader del movimeto contro la guerra in Vietnam. Attualmente vive in Massachusetts ed è professore emerito di Scienze politiche presso la Boston University. Le sue acclamate pubblicazioni e l'impegno politico lo hanno reso uno dei nomi di riferimento del pacifismo e gli sono valsi numerosi riconoscimenti. In Italia sono usciti Marx a Soho: un monologo sulla storia (Editori Riuniti 2001), Non in nostro nome (il Saggiatore 2003), Il fantasma del Vietnam (Datanews 2005), Dissento: storie di artisti in tempo di guerra (Nuovi Mondi Media 2005), La guerra giusta (Charta 2006), Disobbedienza e democrazia (Net 2006), Storia del popolo americano: dal 1942 a oggi (Net 2007).
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