|
Finito il tempo delle controversie su Mircea Eliade, e ben noto il suo pensiero, è giunto il tempo di sottoporre l'autore a una serie di "radiografie" non irriverenti ma nemmeno compiacenti che si possano ragguagliare criticamente sulla sua opera. In breve di trattare Eliade, stando contemporaneamente nella casa della storia delle religioni e sul tetto della casa stessa, come suona l'antico detto sumero. Gli scritti riuniti in questo libro ruotano attorno a due tipi di «radiografia»: uno è il rapporto intenso e talvolta poco chiaro (o poco sondato) che Eliade ha stretto con alcuni intellettuali italiani qui rappresentati da Giovanni Papini ed Ernesto de Martino; l’altro è la genesi materiale e concettuale delle opere che hanno decretato il successo ancora molto vivo del pensierodi questo autore, in particolare il "Trattato di storia delle religioni", il libro sullo "Sciamanismo e Il mito dell’eterno ritorno". Attraverso la ricostruzione approfondita di questi punti nodali, Angelini realizza un passo decisivo verso la necessaria comprensione storica del contributo di Eliade, collocandolo sia all’interno del dibattito storicoreligioso sia nell’intricato quadro della cultura del Novecento. Come il dialogo tra Mircea Eliade ed Ernesto de Martino sul tema «storia delle religioni e parapsicologia» riportato in un’appendice di testi che contiene anche le recensioni intrecciate di de Martino ed Eliade alle rispettive opere.
L'autore
Pietro Angelini insegna Storia delle religioni e Antropologia culturale all'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Autore di numerosi saggi sulla storia e il metodo delle scienze antropologiche e religiose, collabora attualmente a "Parolechiave" e "Alias".
|