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È indubbiamente il più grande mistero di questo inizio di millennio.
Un uomo, dal nulla, diventa zar di tutte le Russie, unico interlocutore, almeno dal punto di vista militare, dell’imperatore mondiale George W. Bush.
Del suo passato si sa poco, e quel che si sa dovrebbe fare di lui un reietto del nuovo corso del Cremlino. Era infatti un uomo del Kgb, e nemmeno tanto importante, una figura di secondo piano, cresciuta più tra faccende burocratiche che dentro ai grandi scenari internazionali. E invece no, è salito in sella e, nonostante i mille problemi che attanagliano il suo Paese, è riuscito a guadagnarsi gradimenti all’interno a all’estero. Persino gravi fatti di sangue che flagellano la Russia finiscono per fare il suo gioco e, invece di disarcionarlo, lo rendono più saldo sul suo destriero.
Sembrerebbe, quindi, l’uomo della provvidenza, ciò di cui i resti dell’ex Unione Sovietica hanno bisogno per tornare ad essere una grande potenza. Ma il dubbio ci assale.
In questo libro, per la prima volta, si cerca di comprendere, a tutto tondo, chi sia veramente Putin, l’uomo che, mentre dialoga con la Chiesa, reintroduce la parola ‘compagno’ e l’inno dell’Armata Rossa.
L’autore
Fernando Mezzetti è stato corrispondente da Mosca per Il Giornale. È autore di numerosi saggi su Unione Sovietica, Cina e Giappone. Oggi è editorialista e attento osservatore politico internazionale.
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