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Dettato nel 1924 da Adolf Hitler a Rudolf Hess - entrambi prigionieri nella Festungshaftanstalt (fortezza di reclusione) di Landsberg -, e da quest'ultimo dattiloscritto, Mein Kampf (La mia lotta) si compone di due volumi. Il primo volume, intitolato "Eine Abrechnung" ("Un resoconto") - in dodici capitoli che, muovendo dalla persona dell'Autore, rivelano la personalità della impresa politica da lui personificata -, viene pubblicato il 18 luglio 1925. Il secondo volume, intitolato "Die nationalsozialistische Bewegung" ("Il movimento nazionalsocialista") - in quindici capitoli, che considerano i fondamenti ideologici e la dinamica politica del nazionalsocialismo -, viene pubblicato l' 11 novembre 1926. (In séguito - 1930 - i due volumi sono riuniti in un unico tomo.)
Affidata ai tipi di Valentino Bompiani, l'articolazione e la diffusione del Mein Kampf in lingua italiana descrive, in alcuni tratti, un profilo curvilineo e volubile. Sul finire del marzo 1934, spunta infatti, per prima, la versione italiana del secondo volume dell'opera, con un titolo sonoro: "La mia battaglia". Un titolo, che non vuole copiare la 'impassibilità' di quello originale, ma, risonante di impeto e vivacità, ci appare oggi una anticipazione-ricapitolazione dei grandi fragori bellici successivi. Introduce "La mia battaglia" una "prefazione inedita dell'Autore per la edizione italiana", e una giustificazione dell'editore per la esclusione dal libro italiano del primo volume tedesco. (Nessuna giustificazione, invece, per la omissione del nome dell'onesto mediatore tra le due lingue: Angelo Samuele Treves.)
Trascorre qualche tempo prima che appaia, sul finire dell'aprile 1938, "La mia vita", versione italiana di "Eine Abrechnung". Qui, nel titolo italiano, anziché voltata, viene volteggiata (un volteggio indiscreto, da resoconto di sé, da diario intimo) l'originaria titolatura tedesca - dal timbro invece oggettivo di messa a punto, di consuntivo.
A differenza de "La mia battaglia", "La mia vita" reca il nome del curatore della traduzione: Bruno Revel. (Quest'ultimo passatore, a differenza del Treves, non attira l'astiosa esuberanza censoria di Delio Cantimori e, nell'unico tomo che, successivamente, riunisce i due volumi, figura come il traduttore italiano dell'intero Mein Kampf)
Ma, nonostante le sue manchevolezze veniali, quella di Bompiani rimane l'edizione italiana riguardevole e memorabile, 'storica', del Mein Kampf. In pochissimi esemplari, la sua scrittura viene quindi ripresa da questa collezione di Ar: con un riguardo, non tanto ricognitivo amatoriale quanto rievocativo reverenziale, attento all'ultima delle classiche "grandes oeuvres politiques" europee.
Ar
402 pagine + 400 pagine + inserto fotografico di 32 pagine, di cui 16 a colori su carta patinata lucida gr. 115; carta avoriata "palatina" gr. 70; copertina cartonata con rivestimento in tela e impressioni in oro sul piatto anteriore e sul dorso; sovracopertina a colori su carta patinata plastificata di gr. 170.
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