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Testi di Nasser H. Aruri, Ronald Bleier, Noam Chomsky, Naeim Giladi, Khalil Nakhleh, Livia Rokach, Israel Shahak, Arno Weinstein, Oded Ynon
E difficile che passi giorno senza che si sia invitati a ricordare che, oltre all'America di Bush, di Cheney, di Rumsfeld, di Abu Ghraib e di Guantanamo, delle multinazionali vampiresche, delle mille e mille nefandezze perpetrate in ogni angolo della terra, c'e un'altra America che non si rassegna, che protesta, che si oppone. E vero. E altrettanto vero che lo stesso non si puo dire di Israele, se non con molte riserve. Si obiettera: ma come, non c'e anche la gente che non si rassegna, che protesta, che si oppone? E vero. E quelle coscienze che si rivoltano, anche se in numero limitatissimo, salvano l'onore del loro popolo. Sappiamo perfettamente che tra il refusenik e Ariel Sharon e i suoi eredi passa un'incommensurabile differenza. Il punto, tuttavia, non e questo.
Il punto e che, almeno sotto un profilo, il refusenik e gli eredi di Sharon sono sul medesimo piano: l'uno e gli altri stanno la dove non dovrebbero stare. Se e cosi, cio accade come risultato di una politica che e stata, nonostante il suo mascheramento in senso socialista, ma sarebbe meglio dire nazionalsocialista, storicamente reazionaria nella premessa da cui partiva: l'inconsistente interpretazione dell'ebraismo come nazionalita. L'attuazione di tale politica - perseguita per decenni, molto prima di Sharon, con l'inganno, il ricatto, la prepotenza, la violenza, l'oppressione, e sempre in un'atmosfera di intollerabile ipocrisia - ha implicato come conseguenza necessaria e puntualmente prevista una guerra di stampo razziale e la catastrofe di quella che era, e in qualche misura rimane ancora oggi, la frazione del popolo arabo piu laica, dunque piu refrattaria alle suggestioni del fondamentalismo religioso.
Il perseguimento di una linea di questo tipo e stato reso possibile, specialmente dopo la guerra del 1967, solo dalla capacita dell'ebraismo americano, il piu numeroso del mondo, di condizionare dall'interno, grazie al proprio ingentissimo peso economico e sociale, la politica di Washington. Altrettanto efficaci sono state la multiforme rete protettiva stesa intorno allo Stato sionista dalle comunita ebraiche del mondo intero e - elemento essenziale, ieri e oggi, di manipolazione dell'opinione pubblica - l'aureola di intoccabilita creata intorno all'ebraismo dall'imposizione come indiscutibile verita storica di una visione radicalmente falsata dei fini, delle modalita e dei costi umani dell'infame persecuzione di cui si macchio l'antisemitismo hitleriano.
Oggi, in Europa e fuori d'Europa, un'opinione pubblica esente nella sua grande maggioranza da ogni preconcetta ostilita al sionismo e, giorno dopo giorno, indotta a chiedersi in che cosa la condizione del popolo palestinese sia diversa da quella dei polacchi sotto il tallone di ferro del nazismo.
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