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Alato, mirabile studio sul pensiero di Pitagora e dei Pitagorici. Andreoli fa fiorire la simbologia che si addensa intorno a tale corrente di pensiero, spiega i motivi dello “stile di vita” pitagorico, indaga le ragioni dell'ingresso dei filosofi nell'agone politico. Per la cura di Anna K. Valerio, il volume comprende infine la versione italiana (con il testo greco a fronte) dei Versi Aurei pitagorei, seguita da uno scritto sul senso dell'aristocrazia spirituale.
Il pensiero di Pitagora e dei Pitagorici è stato letto dai suoi interpreti in tutti gli elementi primi-scientifici, matematici, esoterici e simbolico-religiosi che lo formano. Ma dove esso tende al superamento della interruzione tra il superiore e l’inferiore, tra l’immateriale e il pratico, ovvero tra l’idea della politica e la sua prassi, le letture non si sono soffermate, benché le testimonianze antiche siano generose di rimandi a questa dimensione dello “stile di vita” pitagorico. Infatti i testi di Giamblico e di Porfirio accennano sovente alla politica di Pitagora, indugiando sulle trasformazioni dell’assetto di governo e del tessuto sociale intervenute nel mondo greco tra il VI e il V secolo a. C. Questo studio di Cristoforo Andreoli si propone quindi di dimostrare come le allusioni di Giamblico e Porfirio alla genesi della democrazia greca e alla sua azione livellatrice, tirannica e intollerante, siano indispensabili per comprendere i motivi dell’intervento politico dei Pitagorici, basato sul rifiuto della demagogia, il ripristino dell’ethnos ellenico, la selezione e la formazione degli uomini adatti al governo della comunità ossia in grado di tradurre in pratica l’essenza della regalità sacra.
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