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Si e soliti pensare al Paganesimo come all'epoca che precede la religione venuta di Galilea. In realta Paganitas non e una semplice stagione estinta. Il suo sentimento del mondo e le sue visioni innervano di se i secoli e conoscono, soprattutto nel Novecento, sorprendenti risorgive. Luca Leonello Rimbotti si concentra proprio su tale fluire e rifluire e ne 'spiega' l'essenza. Di fronte agli occhi del lettore il Paganesimo si schiude allora come imperituro mondo della natura - la natura che vuole, che esige, la lotta -, come sentimento accresciuto della vita, come semenzaio di simboli e miti eroici, come reattivita estrema dell'ordine contro il disordine, come "grande passione" olimpica, come panorama dove la Forma serenamente splende e parla, dove il Divino e ovunque ed e potenza. Cosi stabiliscono le figure magnanime della Paganitas: dall'imperatore Giuliano, asceta della conservazione, a Nietzsche, alunno di Dioniso e terribile prognostico del tempo del nichilismo. Ma cio suggeriscono anche Parmenide, Klages, Vico, Machiavelli, Jung, certi irrequieti del primo Novecento italiano, l'inesauribile teoria di pensatori e 'poeti' che Rimbotti considera nella propria ricognizione. Una controstoria del pensiero europeo, questa storia del Paganesimo.
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