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“Galilei” chiama Giuliano i Cristiani, per porre in risalto il fatto che la loro è una religione provinciale, una piccola sètta sorta come un'eresia del giudaismo e diffusa da una minoranza di Ebrei staccati del loro credo. L'Imperatore auspicò di contrapporre a tale fenomeno un paganesimo rinvigorito dal punto di vista teologico, rivalutando il significato della ricca mitologia classica, e indicando, dietro il velame delle leggende, la presenza in essa di contenuti di ordine metafisico.
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