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Prefazione di Edoardo Quarantelli
Questo è un libro che parla della “vittoria dello sconfitto”. La figura del samurai, in cui si identifica l’Autore stesso, è una figura titanica che sfida il tempo, la storia e il giudizio degli uomini. Egli è inerme, ma potente nel suo valore; è reietto, ma è superiore nell’animo; è sconfitto, ma vittorioso nella condanna subita. È proprio questa contraddizione che fa unico il samurai, di fronte al momento fatale: la consapevolezza di essere contro la Storia lo rende gigante sugli uomini, portatore di una verità che è redenzione e fierezza. Non c’è odio, ma compassione; non c’è rancore, ma compostezza; non viltà, ma temperanza. L’Autore narra una vicenda che assume i contorni di una tragedia, eppure la trama è soffusa da un senso di piena comprensione del tutto, in cui egli si riconosce nella propria parte perché scelta, voluta, amata. Questa katastrophé ribalta i valori con i quali siamo soliti giudicare i protagonisti della Storia e ci induce a riflettere sulla vera essenza dell’Uomo, sulla realtà del suo animo. È soprattutto quando sembra che tutto si è perso che ritroviamo la pienezza del nostro Io: solo allora siamo vittoriosi sul tempo e sull’oblio. Questo è l’insegnamento lasciatoci da Pierre Pascal: che è il suo tributo alla vita e al contempo il suo canto del cigno.
Marcello De Martino
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