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Mario Appelius fu viaggiatore avventuroso, lettore del lontano e dell'esotico, scrittore dalla vena fluente, corrispondente del Popolo d'Italia. Nel 1940 pubblico una raccolta di scritti in cui narrava le proprie scorribande d'Oriente, dove spicca il ritratto, che qui ripresentiamo. Il barone Fiodorovic von Ungern Stenberg e una figura in se erotica. Come tutti i guerrieri con intenzione. Ne disse Julius Evola: "Si vuole che una grande passione avesse 'bruciato' il lui ogni elemento umano, non lasciando sussistere che una forza incurante della vita e della morte". La sete di vittoria, di eccessi di preda, le sue brame cosi intense da assurgere al calor bianco e divenire sovrumane, vengono qui narrate dalla penna errante e preziosa di Mario Appelius, e filtrate attraverso gli occhi di una cosacca che al barone si accompagno. Fantastica storia di "gloria e brigantaggio", di trionfi e rese: di "grande passione" appunto.
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