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Con il libro "Istituzioni politiche e rappresentanza femminile" (Editoriale Pantheon, pag. 238, Euro 15 - aprile 2004) Isabella Rauti affronta il tema, attualissimo, della situazione delle donne nel sistema politico italiano. L'analisi, molto viva e penetrante, parte dall'acquisizione femminile del diritto di voto per arrivare alla percentuale femminile in Parlamento, dal 1946 a oggi. L'Autrice riflette sulle normative europee di parità e di pari opportunità, sugli organismi preposti e sulla legislazione nazionale in materia. Analizza, inoltre, il ruolo che ebbe il movimento femminista e quello svolto dell' associazionismo femminile, dai "Comitati pro-voto" alla Conferenza di Pechino (1995), fino al dibattito "sulle quote" nella composizione delle liste elettorali.
La trattazione è condotta con la "scientificità" di una esperta e, nello stesso tempo, con la scrittura propria di una giornalista che di questa materia ha fatto, da anni, uno dei suoi cavalli di battaglia politica. La "parità" - dice Isabella Rauti - è un concetto ormai implicito nella percezione sociale. Ma la percezione sociale non è la realtà di fatto. Sul piano fattuale si registra una bassa percentuale femminile nei diversi livelli istituzionali, nei luoghi di potere decisionale politico ed economico, nei vertici delle carriere lavorative. Dal punto di vista quantitativo, infatti, nonostante l'innegabile processo di femminilizzazione delle Istituzioni pubbliche del nostro Paese e le garanzie sulle parità di accesso alle professioni, alle carriere ed ai sistemi di rappresentanza, la presenza femminile resta assolutamente minoritaria nella classe dirigente istituzionale come in altre sfere importanti della vita sociale ed economica. Potremmo dire che nel nostro Paese quella femminile è una maggioranza trattata da minoranza. Le donne costituiscono più della metà della popolazione italiana (il 52%) e la maggioranza del corpo elettorale attivo. Eppure nelle Istituzioni le donne sono una minoranza numerica rispetto agli uomini; e oltre che essere in minoranza, sono pure poche. Una "maggioranza" che, insomma, resta minoritaria nel "palazzo".
Il libro è interessante anche perché raccoglie per .la prima volta tutti i documenti ufficiali relativi alla presenza pubblica delle donne, partendo da uno del 1867 e continuando con altri del 1877, 1919, 1922, 1924 (Disegno di legge Federazioni sull'ammissione delle donne all’elettorato amministrativo), 1944, 1945, 1996 (Dichiarazione di Pechino), 1998, 2003. Importante é, infine, una serie di tabelle sulla "donna in politica" in tutti i Paesi del mondo.
Franco Monaco
Isabella Rauti è laureata in Lettere e in Pedagogia. Dottore di Ricerca, Tecnico Laureato e Professore a contratto di Storia delle Istituzioni politiche. Dal 1994 al 1997 è stata Componente della Commissione Nazionale per la Parità e le Pari Opportunità tra uomo e donna. Dal 1995, Componente della Consulta Femminile della Regione Lazio e Vice presidente dello stesso organismo, Presidente dell'Associazione femminile "Nuova Europa", portavoce dell'Associazione "Diritti civili nel 2000", responsabile degli "Interventi sociali" della Fondazione di Partecipazione "Nuova Italia". Giornalista professionista, ha collaborato a numerose riviste e quotidiani. Attualmente è collaboratrice del mensile "Area". Ha pubblicato numerosi volumi, fra i quali: "I Paladini della Reazione" (1997), "Campane a martello" (1989), "Dalla suggestione all'apprendimento. Modelli di didattica museale" (2002). Ha curato: "Questioni di bioetica" (1997), "Il cammino delle Pari opportunità nella Regione Lazio" (2003).
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