|
Postfazione di Dragos Kalaijc
La caratterizzazione hamvasiana dell' "uomo del panico", che riduce il destino umano a fabbisogno alimentare e cerca la propria sicurezza in una dispensa ben fornita, non puo non richiamare la rappresentazione juengeriana del borghese minacciato dall'irruzione delle forze elementari...Nei due tipi contrapposti del combattente e del civile, Hamvas vede due diversi modi di rapportarsi alla relata, due diversi livelli eistenziali, due diversi gradi di conoscenza. Se il civile e prigioniero dell'irrealta del mondo materiale, il combattente si trova invece nell'unica condizione reale dell'esistenza umana, che consiste nella decisione di fare della propria vita cio che si vuole. Anzi, per Hamvas il combattente e il tipo stesso della decisione, poiche e solo la decisione, ossia la capacita di credere e di volere, a dare un senso alla vita...Il soldato, dice Hamvas, viene a contatto col sopranumano: "mentre il civile si tiene dal lato della materia, il soldato comincia a intravedere la realta del mondo metafisico".
Hamvas evoca l'unita di religione, scienza, filosofia e poesia, come i grandi maestri del pensiero classico: in particolare non possiamo non pensare a Platone quando nel saggio hamvasiano leggiamo che "il poeta guarda il mondo come un deo, come se avesse perduto il senno." Piu in generale, dobbiamo pensare alla concezioen tradizionale, quando leggiamo che la vera poesia tende ad una "esperienza unitaria della realta intera" e che "il mondo della poesia e uno". In tal modo viene delineata una dottrina della poesia come veggenza: l'esperienza poetica "vede la realta trascendentale ultima", ripete Hamvas con Hamilton. Il poeta e dunque per Hamvas un evocatore: mette allo scoperto il mondo, presenta ogni cosa per cio che essa realmente e. "Il poeta vede il volto eterno del mondo", sicche "la poesia e l'apparire sensibile dell'invisibile e dell'eterno nell'attimo". Siccome le cose si rivelano al poeta con una chiarezza totale, egli vive nella verita, nella disvelatezza cara ad Heidegger. Come il soldato al fronte.
|