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Discepolo di Plutarco di Atene e quindi di Siriano, Proclo succedette ai suoi maestri nella guida della neoplatonica scuola d'Atene, centro culturale di suprema resistenza al cristianesimo. Questo suo scritto alimento, attraverso le traduzioni latine ed arabe, le correnti platoniche del Medioevo e concluse il lungo percorso della teologia ellenistica.
"L'ultima parola metafisica dei Greci e una iniziazione ai misteri supremi, e questa e appunto la platonica mistagogia, che gli Elementi di teologia mettono in forma schematica". ("Orion", settembre 1986).
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