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Opera mitica, nonché annoverata da molti tra i dieci capolavori del grande schermo, «2001: Odissea nelo spazio» è, dalla sua uscita nel 1968 un film emblematico sotti diversi aspetti: non soltanto dà una nuova dimensione al cinema di fantascienza, ma riannoda anche i molteplici fili sottesi tra il grande cinema spettacolare e le ricerche sul cinema «puro». Per la scarsezza di dialoghi e per il modo in cui privilegia i mezzi propri del cinema - suono, luce, movimento e montaggio - la pellicola è il capostipite e il capolavoro di quella che può essere definita «film-expereince», in cui la proiezione del film è assimilabile a un rituale. Kubrick attinge in tal senso sia alle ricerche sonore e ottiche dell’ultimo periodo del cinema muto sia alla modernità degli anni ’60 (Antonioni e Jacques Tati).
Illustrazioni: N° 19 col. f.t.
Michel Chion è un teorico dell’ascolto e dell’audiovisione, oltrechéà regista, critico e compositore. Presso Lindau ha pubblicato «David Lynch» e «L’audiovisione. Suono e immagine nel cinema».
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