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Sono un arabo senza nome e senza titolo. Sono paziente in un paese dove tutto bolle di furia e d’impeto. Le mie radici si sono stabilizzate qua prima del nascere del tempo, prima dell’inizio dei secoli, anteriormente ai cipressi, agli oliveti ed al crescere dell’erba. Mio padre è un compagno dell’aratro, non un figlio di signori possidenti. Mio nonno pure era un contadino privo di nobiltà e di appoggio. La mia casa è una baracca d’un guardiano fatta di rami e di canna. Ti spiace forse questa mia posizione? Sono senza nome e senza titolo.
Da una poesia di Mahmoud Darwish, Una tessera.
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