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Introduzione di monsignor Antonio Livi
Il testo, che si avvale dell'introduzione di monsignor Livi, docente ordinario all'Universita' Lateranense, affronta, in termini metafisici, storici, gnoseologici, logici, estetici ed esegetici il tema della relazione tra Gesu' (e quindi la Chiesa) e gli ebrei e sostiene l'assurdita' logica e la pericolosita' teologica di promuovere incontri fra le tre religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo e islam); cio', sempre sostiene l'autore, per la ragione che il Dio dei cristiani o e' il Dio - Trinita' o non e' per cui non e' possibile dialogare con ebrei e islamici che negano appunto la Trinita', dialogo che rischia oltretutto di ingenerare nell'opinione pubblica cattolica il relativismo dogmatico assuefacendola all'errore o addirittura contribuendo a diffonderlo.
Contrastando il Concilio Vaticano II che, nonostante si sia presentato come concilio pastorale, ha tolto fondamento teologico all'accusa generalizzata di deicidio contro gli ebrei, Radaelli sostiene invece che sia il Nuovo Testamento, che tutta la tradizione cattolica hanno e giustamente sostenuto tale accusa per 1962 anni e che dunque bisogna continuare a sostenerla; inoltre e' da rivendicare e ribadire la tesi - contrastata da innovatori postconciliari - della sostituzione: cioe' la Chiesa ha sostituito, nel piano della salvezza, Israele, la sinagoga bendata, appunto perche' Israele ha deliberatamente respinto la missione di Cristo chiudendo gli occhi di fronte alla verita'. L'unico Israele che oggi ha senso nel piano della salvezza e' quello degli ebrei come Pietro e Paolo che hanno creduto in Gesu' ed hanno annunciato la salvezza in nome suo, quello che per secoli ha poi fatto la Chiesa cattolica guidata dal magistero dei Papi.
Tutta la Chiesa prima del Concilio (duemila anni di vita caritativa) e' messa sotto accusa da una Chiesa post conciliare (pochi decenni di inutile ecumenismo); non a caso solo oggi si trovano, per la prima volta nella storia di tutta la Chiesa, dottrine da eliminare, sacre Scritture da correggere, atti di cui chiedere perdono; la Chiesa di ieri e' giudicata, irrisa, perseguitata da una Chiesa di oggi.
A questo proposito Radaelli pone un dilemma: O pentirsi dell'insegnamento di quarant'anni (post - Vaticano II) o di quello di duemila.
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